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Bretone

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Gruppo Bretoni – Kelc’h Deuit e Barzh 


Il Kelc’h Deuit e Barzh (che in lingua bretone equivale pressappoco a “entrate nella danza”) è nato nel settembre del 2008 da un’idea di Marco Celeghin, appassionato di danze bretoni e balli della tradizione popolare, con lo scopo di diffondere la danza e la cultura bretone nell’area torinese.

Il Kelc’h (che, sempre in bretone, significa “cerchio di danza”) si è da subito appoggiato all’Associazione Culturale Escarton, con la quale condivide le finalità non di lucro e la promozione di attività ricreative che abbiano come scopo quello di far conoscere al pubblico alcuni aspetti di culture troppo spesso ed a torto considerate minoritarie.

Nell’autunno del 2008 il Kelc’h ha portato a termine a Torino, presso la palestra della scuola elementare G. Allievo, in zona Borgo Vittoria, il primo corso di avviamento alla danza bretone, seguito, nelle stagioni 2008-09 e 2009-2010, da un laboratorio permanente a frequenza settimanale, nell’ambito del quale sono state ripassate e perfezionate le danze apprese, nonché imparate delle nuove.

Attualmente il repertorio del Kelc’h Deuit e Barzh comprende 49 danze, circa un terzo delle quali sono state presentate, anche con coreografie originali, in occasione della prima uscita dimostrativa che si è tenuta la sera del 5 giugno 2009 a Mappano (TO), nell’ambito della rassegna “Maggio Mappanese”, a cui hanno partecipato 18 componenti del cerchio,molti dei quali provenienti anche da altre esperienze di danze popolari.



Repertorio danze


An-dro
Chanj-tu
Trikot
Laridé à 8 temps
Laridé de Kervignac
Laridé de Lanrivoaré
Laridé-gavotte de Pontivy
Bal Pontivien
Ridée à 6 temps
Ridée de Josselin
Hanter dro
Hanter dro klamm
Dans Plinn
Suite de Loudéac
Suite Paludière
Kost-ar-c’hoet
Dans Fisel
Kas a-barh
Rond de Landéda
Rond de St. Vincent
Avant-deux de travers
Avant-deux du Trégor
Dans Sizun
Dans Léon
Valse galloise
Pach-Pi
Gavotte des Montagnes
Gavotte de Tinduff
Gavotte de Plougastel
Gavotte du Bas-Léon
Gavotte de Lannilis
Gavotte du Cap
Gavotte des Notables
Gavotte Lescouet
Gavotte Pourlet
Gavotte de St. Renan
Gavotte d’Honneur
Pilé-Menu
Suite Kef
La Veuze
Rond Pagan
Dans Bro Ac’h
Feunteun Wenn
Suite de l’Aven
Bal de Pléssala
Trompeuse de Dinan
Gymnaska
Tro’leur
Dérobée de Guingamp


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Danza Bretone (Storia, tipi di danze, glossario)



Il popolo bretone è “cugino” di quelli del Galles, Cornovaglia, Isola di Man, Irlanda e Scozia, essendo emigrato in Bretagna dalla Gran Bretagna dal quarto al settimo secolo, portandovi l’eredità della celticaLe fonti letterarie ci parlano della prosperità e della sofisticazione dell'antica , spezzate dalla conquista e dal genocidio perpetrato da Giulio Cesare; della sua sussistenza come retrovia sottopopolata sotto il dominio romano; della massiccia immigrazione che, come abbiamo detto, portò nuovi abitanti dalla ; della lotta contro l'egemonia dei , culminata nella vittoria di Nevenoe a Ballon; della nuova prosperità ottenuta con l'indipendenza nel Medioevo, poi distrutta ancora una volta quando l'espansione francese tagliò fuori la Bretagna dai collegamenti economici e culturali, finchè essa divenne di nuovo anemica e provinciale. Il Governo Francese ha definito infatti “” questa regione, integrandola amministrativamente con la Francia solo dopo il 1532, escludendo però il dipartimento Loira-Atlantico, e quindi anche la capitale storica dell’indipendentismo bretone, Bro an Naoned/Nantes, privando così la terra di una delle sue aree maggiormente cariche a livello simbolico, per cui i Bretoni ancora protestano vigorosamente. L'è il simbolo di questa regione, perché quest'animale utilizza le piccole dimensioni, l'agilità e l'astuzia per riuscire a giocare i suoi grossi e pericolosi vicini, il lupo francese e il toro inglese. ’Alta Bretagna(in fr. Haute-Bretagne, in bretone Breizh-Uhel, in ingl. Upper Brittany) è ad est e la lingua francese vi predomina, con un unico dialetto di derivazione francese chiamato “gallo”; Bassa Bretagna(fr. Basse-Bretagne, in bretone Breizh-Izel, ingl. Lower Brittany) è la metà ovest della penisola, circa 350 mila persone vi parlano il bretone (Brezhoneg) e nell’interno è rimasta fino al ventesimo secolo al tipo di danza più arcaico della nostra storia, cioè quello della apertao della cantatae che progredisce verso sx mediante un passo composto e reiterativo, conosciuto dai più fin dall'infanzia, che rievocano il thriory descritto da Arbeau nel XVIsec., le branles del rinascimento e la carola medioevale. A questo conservatorismo si possono trovare delle ragioni obiettive. Delimitata su tre lati dal mare, non avendo dei confinanti che ad est, la bassa Bretagna ha manifestato relativamente poche aperture agli influssi francesi nel corso della sua storia; è stato un paese di difficile accesso fino al diciottesimo secolo; linguisticamente, il bretone, lingua celtica del ceppo britannico, non ha alcun rapporto con la lingua francese; a parte Brest e Lorient, è un territorio senza grandi città e la grande massa della popolazione abita in campagna e un contadino bretone ha un sentimento molto forte di coesione e di appartenenza alla sua comunità, così come di distinzione nei confronti delle comunità vicine; all'interno del gruppo la distinzione tra sessi ed età è ignorata, sia nel lavoro che nella danza, due aspetti della vita bretone che non si oppongono, ma sono strettamente collegati. In Bretagna, infatti, i contadini avevano l'abitudine di aiutarsi reciprocamente e gratuitamente; il beneficiario non era perciò un datore di lavoro ed era normale per lui organizzare una festa dopo l'impegno: quindi lavoro e danza erano strettamente legati nella mentalità bretone. Le danze tradizionali erano molto importanti anche durante i ; le danze dette "d'onore" erano praticate dall'uscita di chiesa fino al banchetto nuziale in Cornouaille e nel Vannetais, esse corrispondevano a un rigido protocollo rituale, contrariamente alle danze "ricreative" praticate più liberamente durante il resto della festa. Si danzava anche durante le
fiereed altre calendariali e processionali (pardons). Anche la popolazione costiera e i pescatori erano portatori della tradizione, alla quale i marinai apportavano invece contributi di modernità. Bisognerà attendere il secoloe il primo dopoguerra perché le cose comincino a cambiare significativamente, cioè si cominci a sostituire a una cultura contadina originale l'allineamento su una sola cultura cittadina e borghese (con la penetrazione delle campagne attraverso la costruzione di nuove vie di comunicazione, l'emigrazione rurale, la modernizzazione dell'agricoltura, l'elevazione del livello di vita, la redistribuzione dei ruoli sessuali e generazionali) anche se in Bassa Bretagna la disaffezione verso la pratica del ballo tradizionale è stata più progressiva, non c'è stata rottura, ma continuità nella rarefazione.

"Fest Noz"(plurale "Festou"), era il termine con cui si designava un ballo notturno popolare, che coinvolgeva tutte le generazioni. Il suo corrispettivo diurno si chiamava il fest deizh . Non era una riunione di danza organizzata dove poteva venire a ballare chi voleva, ma una circostanza particolare dove il ballo in chiuso, con il ha diskan, aveva il suo posto. Il termine è stato rilanciato dopo la seconda guerra mondiale da Loeiz Ropars (nato nel 1921, professore di lettere a Quimper), ma il fest noz attuale non ha più nulla in comune con quello tradizionale: non è più una danza fatta insieme solo da quelli che hanno lavorato insieme, sullo stesso posto dove hanno lavorato, per ricompensare la fatica condivisa; la catena si apre in serpentina, il pubblico è anche cittadino e straniero, la festa diventa organizzata, a pagamento e attività lucrativa, la danza ora s'insegna negli stages e non s'impara più dagli anziani per "impregnazione", diventa gesto amministrato dall'esterno con strumenti musicali, microfono, podio, manifesti pubblicitari e…applausi, un tempo impensabili. Ma…constatare non è condannare, il mutamento è inevitabile e oggi ci sono dei bisogni nuovi a cui rispondere.

La danza popolare ha le sue di comportamentoLa maggior parte delle danze bretoni continua a non avere contenuto erotico, quindi non ha importanza il sesso dei danzatori; l'etichetta vuole che si cambi spesso partner, non si faccia ballare troppo spesso la stessa persona; se una ragazza rifiuta un cavaliere, gli sta facendo un affronto pubblico; pazienza se nella stessa suite di danze ella non ne accetta alcun altro, ma se al contrario ne accetta un secondo, ella è socialmente sanzionabile! Oggi le regole sono meno rigide, ma ugualmente, inserendosi in una catena, bisogna stare attenti a non separare mai la coppia, frapponendosi nel mezzo, ma l'inserimento avviene a dx della ragazza; così come non bisogna installarsi davanti a chi conduce (il primo della catena, in genere un esperto) usurpandogli il posto di leader. I meno esperti dovrebbero posizionarsi verso la fine della catena o tra due ballerini esperti, dopo aver chiesto il loro permesso; la catena dovrebbe terminare con un uomo, ma anche questa tradizione ormai si perde.

Secondo alcune statistiche di secolo XX, risultava che in Bretagna, al sabato sera, la metà dei giovani si recasse in discoteca e l'altra metà proprio ai festou noz. Non per un miracolo, ma a causa di un lungo e consapevole impegno culturale e intellettuale,cominciato col collectage,movimento di salvataggio della orale bretone, lanciato nel XIX secolo dal romanticismo, da Théodore Hersart de la Villemarqué, François-Marie Luzel e il canonico Mahé, la danza bretone attualmente è, insieme alla musica, un veicolo identitario ed economico imprescindibile della Bretagna moderna.
, in generale, tre tipi di danze si possono trovare in Bretagna: le più antiche in catena chiusa o aperta, come gavotte, an dro, hanter dro, laridé o ridé, dans plinn; le danze di figura, più recenti, derivate dalle danze inglesi del 17° sec. o da quelle francesi del 18°, come jabadao, pach-pi e bals; danze di coppia introdotte nel 19° e 20° sec., come polka, mazurka, scottisches.

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BAGAD (pl. Bagadou): orchestra bretone che ricalca il modello di pipe-band scozzese (8 cornamuse, 8 bombarde, 4 "caisses claires", 2 tom, una grancassa); essa è diretta da un "Penn-soner".
BALLADE - Parte di una danza, che significa passeggiata, di solito a coppie sul cerchio.
BINIAOUER - Suonatore di binioù.
BINIOU BRAZ - Nome bretone della cornamusa scozzese
BAGPIPE - Grande cornamusa scozzese introdotta in Bretagna da Charles Le Goffic nel 1895.KOZ - Piccola cornamusa bretone, a un solo bordone, il cui chanter ad ancia doppia è chiamato levriad. Il suonatore è detto soner, biniaouer, sonneur,...
BOGADEG AR SONERION (BAS) - Assemblea di suonatori, struttura musicale bretone che darà origine alle bagadoù.

BOMBARDA - Strumento di legno rustico, a ancia doppia, il cui suonatore è chiamato talabarder, soner, bombarder... Come il biniou, la presenza della bombarda è attestata in Bretagna dopo il XVè secolo. Dopo la fine del XVIIè secolo, la bombarda si suona in coppia col biniou.
CANTO A RISPONDERE - Forma di canto utilizzata in Pays Gallo e oltre: un solista, nel cerchio, canta una frase che poi è ripresa in coro dall'insieme dei ballerini.

CATENA - I ballerini sono agganciati gli uni agli altri o presa mignoli, o presa stretta sottobraccio (braccio dx sopra, sx sotto a quello del vicino). La d. è a dx dell'u. Inserendosi in una catena, bisogna stare attenti a non separare mai la coppia, frapponendosi nel mezzo, ma l'inserimento avviene a dx della ragazza; così come non bisogna installarsi davanti a chi conduce (il primo della catena, in genere un esperto) usurpandogli il posto di leader. I principianti dovrebbero posizionarsi verso la fine della catena o tra due ballerini esperti, dopo aver chiesto il loro permesso; la catena dovrebbe terminare con un uomo, ma anche questa tradizione ormai si perde.

CHANT A REPONDRE - Canto responsoriale, tecnica di canto alternata, utilizzata nella danza in cerchio, che presuppone in origine (nel Medioevo) un solista al quale rispondono in coro i ballerini; oggi possiamo trovare una coppia di cantanti senza accompagnamento musicale, in cui il primo canta una frase, che è ripetuta dal secondo; i canti sono in francese.

COLLECTAGE - Movimento di salvataggio della tradizione orale bretone, lanciato nel XIX secolo dal romanticismo, Théodore Hersart de la Villemarqué, François-Marie Luzel e il canonico Mahé.- Generalmente, l'u. tiene la mano dx intorno alla vita della d. e tiene la mano dx della d. nella sua mano sx; la mano sx della d. è posata sulla spalla dx dell'u.

FEST-NOZ (PL. FESTOU NOZ) - Inizialmente, festa notturna locale all'aperto destinata a concludere una giornata di lavoro, condotta da cantori di Kan Ha Diskan e da suonatori. Rilanciata da Loeiz Ropars per un concorso di Kan Ha Diskan organizzato nel 1954 a Poullaouen.

KAN HA DISKAN - Associazione di due termini bretoni "kan" canto, "diskan", ritorno del canto, cioè tecnica dove il canto va e viene, una delle forme di canto responsoriale, dove troviamo una coppia di cantanti, possibilmente due u. o due d.(quindi non solista e coro, né due cori) senza accompagnamento musicale; il primo (kaner) canta una frase musicale che è ripetuta dal secondo (diskaner); ogni cantante, prima di attaccare una frase nuova o riprendere quella del compagno, canta con lui l'ultimo pezzo della frase precedente (tuilage des voix), ciò che dona una grande fluidità al canto; i canti sono in bretone e di carattere narrativo.

KANER, DISKANER- Cantore di Kan Ha Diskan.

QUADRETTE - Due coppie che formano un cerchio di 4 elementi, o una coppia di fronte a un'altra, o 4 ballerini distinti.
RONDE - E' una catena chiusa.
TALABARDER - Suonatore di bombarda
TREUJENN GAOL - Tradotto letteralmente, significa "torsolo di cavolo", ma è il nome bretone del clarinetto.
VARSOVIENNE- U. e d. affiancati, u. a sx e d. a dx, mani dx congiunte sulla spalla dx della d., mani sx incrociate davanti al torace dell’u., ma tese in avanti.
VEUZE - Cornamusa del territorio nantese, dal suono meno potente, suonata da un solista dal XVIII secolo.

BIBLIOGRAFIA -
Jean-Michel Guilcher, "La tradition populaire de danse en Basse-Bretagne"
Yves Guilcher, La danse traditionnelle en France- FAMDT Editions
Yves Defrance, Musiques traditionnelles de Bretagne-2- Etude de repertoir
A. Kondratiev- Il tempo dei Celti- Urra ediz.
Guide pratique de la danse Bretonne, Ed. Pennec, dec. 99.


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