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I QUADRANTI SOLARI DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN LORENZO A CARTIGNANO.


I quadranti solari - comunemente chiamati meridiane e in lingua d'Oc soularies - sono strumenti astronomici utilizzati di norma nel passato per leggervi l'ora tramite l'ombra, proiettata dal sole, di uno stilo detto gnomone.
L'arte di costruirli è chiamata gnomonica.

Il concentrico del comune di Cartignano si incontra salendo la valle Maira pochi chilometri dopo Dronero e costituisce, fin da epoca medioevale, una sorta di sbarramento alla valle. Lo si riconosce per la presenza di un antico maniero che domina dall'alto la strada provinciale e per il fatto che il concentrico si sviluppa, rispetto a questa, su un altipiano alla sua sinistra. La parrocchiale col suo bel campanile è anch'essa ben visibile e maestosa rispetto agli edifici che la circondano, è l'unico edificio che venne risparmiato dalla rappresaglie nazi-fasciste del 1944. L'intero paese venne dato alle fiamme.
Le opere gnomoniche presenti sulla chiesa di San Lorenzo sono tre: un quadrante solare rivolto ad Est, un quadrante solare rivolto a Sud-Ovest ed una linea meridiana.
Fino all'inizio dei lavori si conosceva l'esistenza dei soli quadranti solari mentre della linea meridiana non si aveva memoria.
Entrambe le opere si presentavano in cattivo stato di conservazione: se lo strumento orientale risultava degradato soprattutto per la mancata manutenzione, quello meridionale risultava completamente ridipinto.
Negli anni '70 del Novecento durante alcuni lavori sul sedime stradale ci fu un danno alla facciata laterale della chiesa che venne riparato con una ridipintura totale delle superfici. In quell'occasione qualcuno pensò di riprendere completamente l'orologio solare senza limitarsi a ricalcare le demarcazioni ma anche "mettendoci del suo" ed in quell'occasione venne probabilmente e definitivamente ricoperta la linea meridiana.

RARITA'
Se in tutta la valle Maira è possibile ammirare quadranti solari di ottima fattura e molto antichi, a Cartignano, bisogna ammetterlo, ci troviamo di fronte a delle rarità vere e proprie. Il quadrante solare orientale, anzitutto, è un rarissimo esempio di orologio a triplo sistema orario, ovvero ci presenta il sistema orario Italico, quello Babilonico e quello Francese sovrapposti.
Per ritrovare un simile esempio di ricercatezza tecnica bisogna spostarsi al castello Rejnaudi di Costigliole Saluzzo ma in tutto quello che fu l'antico Marchesato di Saluzzo non se ne trovano altri. Altra rarità è la presenza della linea meridiana completa di calendario mensile.

Nei dintorni l'unico esempio simile si trovava a Saluzzo, su villa Portula, di grandi dimensioni, ma è stata coperta da mani di tinteggiatura e a Busca esiste, sulla chiesa Parrocchiale, un'altra meridiana di grandi dimensioni ma ottocentesca e riportante il segnale orario di Roma.
Per trovare i resti di un simile strumento ci si deve spostare a Villar di Bagnolo, dove troviamo i resti di una semplice e piccola meridiana sul campanile della parrocchiale, ormai praticamente scomparsa. Risalire alla presenza della meridiana non è stato semplice, ha contribuito una buona dose di fortuna accompagnata dall'esperienza di Fabio Garnero, il restauratore incaricato del recupero: in un momento di luce radente, durante le prime fasi del restauro del quadrante solare meridionale, si è notato un foro con accanto delle deboli incisioni nell'intonaco. Una rapida campagna di saggi stratigrafici ha confermato le prime ipotesi portando alla luce lo strumento.

Altra cosa curiosa è anche il fatto che le diciture dei mesi tracciate sul calendario della linea meridiana, seppur abbreviati, sono in francese. Forse un autore che veniva d'oltralpe o semplicemente la traccia dell'uso che si faceva del francese nei testi istituzionali.

L'unico motto è presente proprio sulla meridiana, in latino:
SI SOL NON LUCET MIHI TIBI RUIT OPERA TOTA
SIC HOMINI OBTINGIT SI MANET ABSQUE DEO.
Tradotto significa:
Se il Sole non riluce a me, a te frana tutto il lavoro, così all'uom accade, se opera senza Dio.
La traduzione è stata curata dall'allora parroco di Cartignano: don Attilio Genovese.

Il terzo quadrante non presenta particolari caratteristiche se non il fatto che, diversamente dal suo complementare a Est, è di piccole dimensioni e concentra su di esso il sistema orario ad ore Francesi con sovrapposte le ore Italiche e la retta equinoziale.
Lo strumento denota una qualità esecutiva non eccellente anche se è preciso nelle sue funzioni ed è decisamente di mano diversa rispetto a quello orientale.
Le epoche sono quindi differenti:
l'orologio ad Est può essere ricondotto alla prima metà del XVIII secolo, quello meridionale e la linea meridiana possono essere della seconda metà del '700.


La data, 1882, visibile appena sopra il quadrante orientale non si riferisce allo strumento, ma ad uno degli interventi di trasformazione o riparazione dell'edificio.

DESCRIZIONE DELLE DEMARCAZIONI

Tutti e tre i quadranti solari utilizzano come generatore d'ombra un ortostilo, ovvero un'asta posta perpendicolarmente alla parete.
Per poter leggere correttamente strumenti che utilizzano questo tipo di stilo bisogna ricordare che la lettura deve essere riferita al punto in cui si trova l'estremo dell'ombra.
Questo punto, detto anche indice, permette di identificare oltre che le ore anche la data stagionale.
Le demarcazioni riportate esprimono le seguenti funzioni gnomoniche:
- le ore italiche, le ore babiloniche, le ore francesi, la linea meridiana ed il calendario stagionale.

Ritroviamo le ore italiche, le ore babiloniche e le ore francesi, completate dal calendario stagionale sul quadrante orientale, mentre sul quadrante meridionale ritroviamo le ore italiche e le francesi.

L'orologio ad ore ITALICHE utilizza un sistema orario concettualmente diverso da quello attuale perché suddivide, sì, il giorno in 24 ore, ma non a partire dalla mezzanotte, bensì dal tramonto.
Esso indica pertanto quante ore di luce mancano al calar del sole, corrispondente all'ora XXIV.
Se per esempio l'estremo dell'ombra tocca la linea dell'ora XVIII, ciò significa che, indipendentemente dalla stagione, sono trascorse 18 ore dal tramonto di ieri e restano 6 ore fino al prossimo tramonto, alla fine della giornata.
Ricordiamo che tale sistema era comunemente utilizzato per organizzare tutte le attività umane in un'epoca priva d'illuminazione artificiale (dal Medioevo fino all'800).
La MERIDIANA è presente sia sul quadrante orientale che meridionale, costituita dalla freccia a piombo a Est e dalla verticale evidenziata dalla lettera M a sud, corrisponde alla proiezione del meridiano principale celeste.
Essa indica il mezzogiorno vero locale, cioè la culminazione del sole a sud di Cartignano ("mezzo giorno" significa letteralmente che tante ore di luce sono trascorse dal sorgere del sole quante ne devono ancora passare fino al tramonto).
Il "mezzogiorno" dei nostri comuni orologi, le 12:00:00 ora media del fuso, è sincronizzato convenzionalmente su di un intero territorio politico ed è riferito alla longitudine di un luogo rappresentativo: l'Italia utilizza l'ora del fuso dell'Europa Centrale, che è riferita all'Osservatorio di Görlitz ovvero al Monte Etna, su cui passa il meridiano 15° a est di Greenwich.

Ciò significa dunque che alle ore 12:00:00 il sole culmina sull'Etna, ma per arrivare realmente a Cartignano impiega ancora circa mezz'ora (30 minuti e 51 secondi).
Fino alla fine del XIX secolo la linea Meridiana forniva il segnale orario utilizzato per tarare le mostre degli orologi meccanici, orologi questi che riportavano periodici scarti che andavano continuamente corretti.

Il Calendario Stagionale presente sul quadrante orientale è costituito dalla retta equinoziale (trasversale ed obliqua) e dalle due iperboli solstiziali (definite in questo caso dagli estremi delle linee orarie), proiezioni rispettivamente dell'Equatore e dei due Tropici Celesti. Le demarcazioni di questo tipo sono dette diurne poiché descrivono l'andamento dell'ombra durante un giorno specifico dell'anno. La prima viene percorsa dall'estremo dell'ombra il 21 marzo ed il 23 settembre e perciò è solitamente contrassegnata dai segni zodiacali di Ariete e di Bilancia. Le seconde vengono percorse dall'estremo dell'ombra il 21 giugno ed il 21 dicembre e sono contrassegnate solitamente dai segni zodiacali di Cancro e Capricorno.
Queste 3 linee determinano dunque 4 fasce stagionali (2 in salita e 2 in discesa), in cui può venire a trovarsi l'estremo dell'ombra nella sua escursione diurna annuale: quelle verso lo gnomone corrispondono all'autunno ed all'inverno, mentre le più distanti dallo gnomone, opposte alla equinoziale, alla primavera ed all'estate.

Sul quadrante meridionale è presente solamente la linea equinoziale e non le iperboli solstiziali. L'autore ha forse privilegiato questo elemento, utile tra l'altro al calcolo della Pasqua, senza completare il calendario.
L'orologio ad ore BABILONICHE è un sistema orario esattamente complementare a quello ad ore Italiche.
Suddivide il giorno in 24 ore esattamente come il primo, ma a partire dall'alba.
Esso indica pertanto quante ore di luce sono passate dal sorgere del Sole, corrispondente all'ora "0".
Di conseguenza leggendo il quadrante Est, si ha contemporaneamente l'orario rispetto al meridiano, le ore che son passate dall'alba e quante ne mancano al finire del giorno. Interpolando i dati si può ottenere la durata del giorno.
La MERIDIANA vera e propria che ritroviamo come terza opera, è stata creata plausibilmente per avere una maggior verifica sul segnale orario.
E'completata con l'intero calendario mensile corredato dalle tacche che corrispondono alle diurne di cambio zodiaco, ovvero dei momenti in cui il sole passa da una costellazione all'altra. Ogni passaggio è evidenziato dal relativo segno zodiacale. Pur non essendo di grandi dimensioni, è stata tracciata in modo preciso e la verifica sul calcolo ha confermato la correttezza di tutte le demarcazioni calendariali.
In basso, ai piedi della linea, c'è la dicitura: "Meridiana de tropics", letteralmente "Meridiana dei Tropici" perché così vengono definiti i percorsi del sole nelle costellazioni proiettati sulla sfera celeste.
NOTA:
Sul quadrante orientale si intravede un'ulteriore griglia di demarcazioni, incisa nella calce ma non dipinta. Da un'attenta analisi è emerso che si tratta di un ripensamento originale.
Molto probabilmente l'autore, tracciando lo strumento (veniva utilizzato un metodo di costruzione di tipo grafico e non analitico), si è accorto che la struttura delle demarcazioni appena incisa andava fuori campo, non rispettava il suo progetto o l'inquadramento generale dell'opera rispetto al prospetto e ha così abbandonato il primo tracciato per ricominciare da capo spostando tutta la struttura.



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