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L'OROLOGIO SOLARE SULLA CASA CANONICA DELLA PARROCCHIALE DELLA NATIVITA' DI MARIA SANTISSIMA E SAN LORENZO.

Con l'istallazione del nuovo pannello descrittivo del quadrante solare presente sulla casa canonica della chiesa parrocchiale di Canosio (CN) si completa una nuova meta del circuito tematico turistico di Meridiane D'Oc in Val Maira.

I quadranti solari - comunemente chiamati meridiane e in lingua d'Oc soularies - sono strumenti astronomici utilizzati di norma nel passato per leggervi l'ora tramite l'ombra, proiettata dal sole, di uno stilo detto gnomone.
L'arte di costruirli è chiamata gnomonica.

Il quadrante solare di Canosio, datato 1841, in alto sulla cornice, è composto da un orologio solare semplice, con demarcazione oraria alla francese con intervalli di mezzora, disposto su un drappo dipinto sostenuto da due putti che si trovano ai lati della composizione. Gli stessi putti tengono un nastro svolazzante con riportato il motto latino: FUGIT INTEREA, FUGIT IRREPARABILE TEMPUS.
Tutta la composizione è chiusa da un'architettura neoclassica dipinta a finta pietra e simulante un'edicola con lesene e trabeazioni.
Analizzando l'opera con la dott.ssa Sonia Damiano dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Saluzzo, si è notata una certa somiglianza dei caratteri pittorici con alcune opere presenti nella vicina chiesa parrocchiale. Si può, a seguito dei raffronti eseguiti, attribuire con una buona certezza l'esecuzione di questo quadrante solare ai F.lli Capra attivi a Canosio ma anche in altre zone della Diocesi saluzzese in quel periodo.
L'attribuzione a pittori solitamente noti per opere completamente diverse dall'ambito gnomonico non è rara e quindi si può prendere per certa questa traccia.
Tecnicamente di ottima qualità esecutiva, ha subito in passato l'asportazione e la manomissione dello gnomone tanto che all'atto dei rilievi l'elemento presente, e poi rimosso, non era altro che un ferro da inferriata riciclato a guisa di stilo.

DESCRIZIONE DELLE DEMARCAZIONI

Le demarcazioni riportate sul quadrante recuperato esprimono le seguenti funzioni gnomoniche:
- le ore francesi alla mezzora e la linea meridiana.

L'orologio ad ORE FRANCESI O ASTRONOMICHE, precorre il sistema attuale dividendo il giorno in 24 ore a partire dalla mezzanotte, o più precisamente in 12 ore antimeridiane, da mezzanotte a mezzogiorno, più 12 ore pomeridiane, da mezzogiorno a mezzanotte.
La prima differenza sostanziale di questo sistema orario rispetto a quello corrente (ora media del fuso) è che è riferito alla reale longitudine del luogo per cui è stato progettato il quadrante.
Per comprendere meglio quest'aspetto valutiamo la prossima funzione:

- La MERIDIANA propriamente detta è costituita dalla linea verticale, corrispondente alle ore 12 locali, proiezione del meridiano principale celeste. Essa indica il mezzogiorno vero locale, cioè la culminazione del sole a sud di Canosio ove è installato il quadrante (mezzo giorno significa letteralmente che tante ore di luce sono trascorse dal sorgere del sole, quante ne devono ancora passare fino al tramonto).
Il "mezzogiorno" (impropriamente detto) dei nostri comuni orologi da polso, le 12:00:00 ora media del fuso, è sincronizzato convenzionalmente su di un intero territorio politico ed è riferito alla longitudine di un luogo rappresentativo: l'Italia, come appena detto, utilizza l'ora del fuso dell'Europa Centrale, che è riferita all'Osservatorio di Görlitz, ovvero al Monte Etna, su cui passa il meridiano 15° a est di Greenwich. Ciò significa dunque che alle ore 12:00:00 il sole culmina sull'Etna, ma per arrivare realmente a " Canosio " impiega ancora 31 minuti e 40 secondi.
Il mezzogiorno vero locale di "Canosio" corrisponde esattamente alle 12:31:40 in tempo vero del fuso.

NOTA:
- In basso a sinistra, appena sotto il drappeggio contenente le linee orarie, si rileva la presenza di una seconda data, molto consumata ma ancora leggibile: 1873.
Essendo difficile da chiarirne l'origine e poiché è visivamente abrasa e consumata, su richiesta della Soprintendenza, è stata lasciata così come ritrovata.



Facendo un passo indietro, all'inizio dei lavori di restauro, il restauratore, Fabio Garnero, ci scriveva:

Il recupero del quadrante solare sulla Canonica di Canosio (CN).

Il 2013 ha visto l'Associazione Culturale Escarton, impegnata su più fronti in valle Maira: prima Albaretto col recupero del quadrante solare del 1722, poi Paglieres con il restauro dei due orologi solari della parrocchiale e, in fine, Canosio. L'anno operativo sul territorio si è infatti chiuso appena prima del freddo con il restauro funzionale e pittorico del bel quadrante solare sulla canonica di Canosio.
I lavori hanno visto impegnata, come consuetudine ormai consolidata, la Solaria Opere e quindi Garnero Fabio di Saluzzo, ditta esperta che ormai annovera all'attivo circa 200 interventi gnomonici in tutta Italia e non solo.
Lo strumento di per sé è un "semplice orologio" che ci permette la lettura delle ore locali o anche dette francesi, con una demarcazione scansionata alle mezzore, funzionante grazie all'ombra di uno gnomone polare, ma la sua semplicità è racchiusa nella cornice di una bellissima composizione pittorica che vede le ore adagiate su un drappeggio sostenuto da due putti il tutto attorniato da una finta architettura classica ad edicola con pilastri e travi modanate.
Lo stato di conservazione era discreto, l'ottima qualità dei materiali ha impedito che il quadrante venisse dilavato e si esclude qualche piccola caduta di pellicola pittorica, la sua leggibilità è da considerarsi totale. Non è andata così bene per lo gnomone perché se a primo acchito sembrava solamente spezzato e piegato, durante i lavori ci si è accorti che era stato sostituito alla bell'e meglio con un ferro di recupero (ricavato probabilmente da una inferriata) e ricollocato a casaccio fuori assetto. Si è dovuto quindi procedere a ricalcolare lo gnomone corretto, ricostruirlo a freccia secondo i canoni dell'epoca e a ricollocarlo nella giusta posizione andando a cercare l'esatto e originale punto di infissione.
Al di là degli aspetti tecnici che risulterebbe noioso snocciolare, val la pena evidenziare l'attribuzione dell'opera al suo autore: durante un sopralluogo congiunto con le ispettrici della soprintendenza e la responsabile dell'Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Saluzzo, quest'ultima, la dott.ssa Sonia Damiano ha riconosciuto i tratti pittorici tipici della mano del pittore Capra.
Il Capra, nel 1841, venne chiamato a creare questo quadrante solare molto probabilmente contestualmente alla commessa di altre importanti opere pittoriche che sono custodite e visibili nella parrocchiale di Canosio. Un pittore molto attivo nell'ambito della diocesi saluzzese e a questo punto, come già dimostrato in altre occasioni, anche gnomonista esperto nella scienza delle ombre.
Grazie all'attività di Escarton un altro tassello importante della storia della Val Maira è tornato al suo giusto splendore e, grazie alle capacità di esperti quali Garnero e Damiano, dopo il Ceaglius di San Michele un nuovo nome ci permette vedere diversamente un'opera che altrimenti sarebbe caduta nell'oblio perché considerata di poco conto e nel tempo si sarebbe persa perché il tempo lavora inesorabile proprio come il motto virgiliano qui riportato ci ricorda: "Fugit Interea, Fugit Irreparabile Tempus".

Fabio GARNERO
SOLARIA OPERE s.a.s.



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