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I QUADRANTI SOLARI DI B.TA CHIESA A PAGLIERO DI SAN DAMIANO MACRA

I quadranti solari - comunemente chiamati meridiane e in occitano soularies - sono strumenti astronomici utilizzati di norma nel passato per leggervi l'ora tramite l'ombra, proiettata dal sole, di uno stilo detto gnomone.
Per questo motivo, trattandosi spesso di pregevoli manufatti artistici dalla particolare valenza simbolica, l'arte di costruirli è chiamata gnomonica.

Sono almeno una decina i quadranti conosciuti e catalogati nel vallone di Pagliero a San Damiano Macra, di questi alcuni di estrema semplicità, per non dire di rozza fattura, altri in condizioni di conservazione pessima. Tra tutti spiccano i due quadranti solari di B.ta Chiesa: quello presente sull'antico campanile dell'antica parrocchiale, per dimensioni, e quello sull'attiguo edificio comunale (ex Scuola) per qualità artistica.
Su questi due si è quindi concentrata (2011) l'attenzione dell'Associazione Escarton nel suo progetto di rivalutazione dei quadranti solari della Valle Maira.

Sul campanile della parrocchiale di S. Giovanni Battista troviamo un quadrante solare riferibile alla prima metà del XVII secolo. La datazione è frutto di comparazione con i quadranti conosciuti sul territorio, perché non è stata rilevata alcuna data o dicitura che ci permettesse di avere un riferimento più preciso.
Non si tratta di un'opera di particolare qualità tecnica ed artistica: la sua semplicità denota lo stile sobrio che caratterizza i quadranti solari di quel periodo e, la sua qualità costruttiva denota velocità ed approssimazione nella realizzazione.

Si potrebbe paragonare questo quadrante ad altri presenti in provincia di Cuneo ma in particolare al quadrante recuperato nel 2010 nell'orto del complesso dei Cappuccini di Dronero e visibile sulla parete absidale della Chiesa.
L'autore ha approssimato il tracciamento (con metodo grafico) dello strumento commettendo qualche errore di cui rimane ancora traccia nelle incisioni fatte a fresco; le verifiche hanno rivelato alcuni dati molto importanti sulla costruzione dell'orologio: la declinazione rilevata, ovvero l'angolo formato tra la parete ed il meridiano locale di riferimento, è pari a 113° nord-est ma la declinazione utilizzata dall'autore è stata approssimata a 90° Est. Se stessimo trattando un'opera recente o moderna potremmo tranquillamente asserire che si tratta di un errore grave di costruzione, comprensibile tuttavia per l'epoca e per l'uso che se ne faceva. Certo lo strumento pecca di precisione oraria e calendariale ma è giusto, essendo un restauro, aver mantenuto la struttura sciografica originale.

Sulla ex scuola della borgata troviamo un piccolo quadrante solare realizzato nel 1875 da ignoto autore. Di semplice struttura compositiva, simula uno scudo in cui sono raccolte la struttura oraria ed il motto. Nella parte superiore ad arricchire la composizione dell'orologio troviamo una croce, al centro, e due corbeilles di fiori stilizzati ai lati.
Il motto è in italiano, tipico monito sulla fugacità del tempo, e così recita: "SCORRE L'OMBRA - IL TEMPO PASSA".
In quest'opera la struttura oraria rileva un'altra curiosità:
tracciando l'orologio, in quel periodo dell'anno (gennaio), l'autore non ha tenuto conto che nel periodo estivo il sole, che nel suo "transito" è molto più alto, passa ben oltre i tetti della Chiesa che si trova di fronte, allungando il periodo di insolazione della parete. In poche parole lo strumento può funzionare ancora per qualche ora rispetto a quanto tracciato e a quanto in realtà avviene nel periodo invernale.

Entrambi i quadranti solari utilizzano come generatore d'ombra un ortostilo, ovvero un'asta posta perpendicolarmente alla parete.
Per poter leggere correttamente strumenti che utilizzano questo tipo di stilo bisogna ricordare che la lettura non deve essere riferita alla direzione dell'ombra, ma al punto in cui si trova l'estremo di questa.
Questo punto, detto anche indice, permette di identificare oltre che le ore anche la data stagionale.
Curiosità legata allo gnomone del quadrante italico: questi è installato non in perpendicolo alla parete ma inclinato. Non si tratta di un nostro errore ma del fatto che è stato ritrovato il foro originale realizzato nel giunto di malta presente tra due pietre e quindi la sua posizione è "adattata" alla situazione.

DESCRIZIONE DELLE DEMARCAZIONI

Le demarcazioni riportate sui quadranti recuperati esprimono le seguenti funzioni gnomoniche:
- sul quadrante del campanile le ore italiche ed il calendario stagionale;
- sul quadrante della ex scuola le ore francesi e la linea meridiana.

E' importante sapere che il TEMPO VERO, utilizzato nel calcolo di questi strumenti, detto anche "solare", è riferito alla posizione del sole, così come il "giorno solare" corrisponde all'intervallo di tempo intercorso tra due culminazioni successive del sole su uno stesso meridiano. Il Tempo Vero, per motivi astronomici, non è costante, cioè i "giorni solari" durante l'anno presentano variazioni cicliche.

L'orologio ad ore ITALICHE utilizza un sistema orario concettualmente diverso da quello attuale perché suddivide, sì, il giorno in 24 ore, ma non a partire dalla mezzanotte, bensì a partire dal tramonto. Esso indica pertanto quante ore di luce mancano al calar del sole, corrispondente all'ora XXIV. Se per esempio l'estremo dell'ombra tocca la linea dell'ora XVIII, ciò significa che, indipendentemente dalla stagione, sono trascorse 18 ore dal tramonto di ieri e restano 6 ore fino al prossimo tramonto, alla fine della giornata. Ricordiamo che tale sistema era comunemente utilizzato per organizzare tutte le attività umane in un'epoca priva d'illuminazione artificiale (dal medio evo fino all'800).

L'orologio ad ore ASTRONOMICHE o FRANCESI precorre il sistema attuale dividendo il giorno in 24 ore a partire dalla mezzanotte, precisamente in 12 ore antimeridiane, da mezzanotte a mezzogiorno e 12 ore pomeridiane, da mezzogiorno a mezzanotte. La prima differenza sostanziale di questo sistema orario rispetto a quello corrente (ora media del fuso) è che è riferito alla reale longitudine del luogo per cui è stato progettato il quadrante.
Per comprendere meglio questo aspetto valutiamo ora la prossima funzione: la meridiana.
La MERIDIANA è qui costituita dalla freccia a piombo, proiezione del meridiano principale celeste, qui riportata sul quadrante della exscuola.
Essa indica il mezzogiorno vero locale, cioè la culminazione del sole a sud di B.ta Pagliero ("mezzo giorno" significa letteralmente che tante ore di luce sono trascorse dal sorgere del sole quante ne devono ancora passare fino al tramonto).
Il "mezzogiorno" dei nostri comuni orologi, le 12:00:00 ora media del fuso, è sincronizzato convenzionalmente su di un intero territorio politico ed è riferito alla longitudine di un luogo rappresentativo: l'Italia utilizza l'ora del fuso dell'Europa Centrale, che è riferita all'Osservatorio di Görlitz ovvero al Monte Etna, su cui passa il meridiano 15° a est di Greenwich.
Ciò significa dunque che alle ore 12:00:00 il sole culmina sull'Etna, ma per arrivare realmente a Pagliero impiega ancora circa mezz'ora (31 minuti e 01 secondi).
Fino alla fine del XIX secolo la linea Meridiana forniva il segnale orario.
Impropriamente il termine viene spesso utilizzato per indicare quelli che generalmente sono orologi solari o quadranti solari.
Il Calendario Stagionale, visibile sul quadrante del campanile, è costituito dalla retta equinoziale (trasversale ed obliqua) e dalle due iperboli solstiziali (definite in questo caso dagli estremi delle linee orarie), proiezioni rispettivamente dell'Equatore e dei due Tropici Celesti. Le demarcazioni di questo tipo sono dette diurne poiché descrivono l'andamento dell'ombra durante un giorno specifico dell'anno. La prima viene percorsa dall'estremo dell'ombra il 21 marzo ed il 23 settembre, e per ciò è solitamente contrassegnata dai segni zodiacali di Ariete e di Bilancia. Le seconde vengono percorse dall'estremo dell'ombra il 21 giugno ed il 21 dicembre e sono solitamente contrassegnate dai segni zodiacali di Cancro e Capricorno.
Queste 3 linee determinano dunque 4 fasce stagionali (2 in salita e 2 in discesa), in cui può venire a trovarsi l'estremo dell'ombra nella sua escursione diurna annuale: quelle verso lo gnomone corrispondono all'autunno ed all'inverno, mentre le più distanti dallo gnomone, opposte alla equinoziale, alla primavera ed all'estate.
Si noti che il quadrante del campanile non riporta, come spesso accade in quadranti molto antichi, i simboli zodiacali.




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