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Interventi sul territorio
Come tutte le nostre attività, anche quest’anno i corsi di danze e di musica sono stati finalizzati a sostenere alcuni interventi di restauro di opere d’arte site in Valle Maira, altrimenti destinate a degrado o addiritura alla distruzione se lasciate a sé stesse, ma che risultano ampiamente recuperabili ove sia possibile farne oggetto di intervento conservativo.
Uno dei progetti ci ha visti coinvolti nel restauro di due meridiane presenti sulle facciate della Chiesa Parrocchiale di Marmora.
A partire dal rinvenimento dei preziosi affreschi, la datazione dei quali è inizialmente stata stimata a partire dal XIV secolo, la Chiesa Parrocchiale di Marmora ha visto un crescente interesse culturale e turistico intorno a sé, ascendendo a punto di interesse storico e polo di attrazione nell’ambito della Valle Maira.
È necessario, perciò, promuovere il più possibile quanto, tra i manufatti sopravvissuti al trascorrere del tempo, contribuisca a valorizzare le opere qualitativamente maggiori.
Riteniamo, pertanto, che sia stata premiante la grande attenzione rivolta alle opere poste all’esterno della Chiesa, ed in particolare alla coppia delle meridiane.
Il restauratore, Arch. Fabio Garnero della Società Solaria Opere, ad inizio dell’attività ci scriveva:
“”” Alcune notizie sul quadrante solare lato sud :
Avrete sicuramente presente lo stato di conservazione prima dell’avvio dei lavori, due quadri di intonaco praticamente “muti”, biancastri e senza alcuna particolare traccia degli orologi se non poche linee
sbiadite in colore rosso. Devo ammettere che avevo, data la mia esperienza, “annusato” che quello che vedevo, e vedevate voi, poteva celare qualcosa di particolare, di più antico e di più bello… avevo visto giusto! Fin dal primo momento in cui ho appoggiato il bisturi per fare un saggio mi sono reso conto che uno strato di calce ricopriva tutto… ciò che avevo vicino al naso non era altro che la ridipintura, probabilmente ottocentesca, di ciò che mi accingevo a scoprire. Una ridipintura dettata sicuramente dalla necessità di “restaurare” qualcosa di rovinato ma un intervento, come molti effettuati tra otto e novecento, grossolano, impreciso. Così ho immaginato dove potesse celarsi la data di realizzazione originale e subito (devo ammettere di aver fatto centro al primo colpo) un 1, poi le tracce di un 6… entrambi a sinistra del foro di infissione dello stilo. A destra, come logico, un 6 ed un 4… 1664, fantastico! E’ sicuramente uno dei quadranti solari pittorici più antichi della valle; solo a Dronero, ai Cappuccini, esiste un quadrante di qualche anno più antico. Un gioiello che svela altri particolari come lo stemma dei committenti, il calendario stagionale (senza segni dello zodiaco), le ore francesi sovrapposte alle italiche.Per ora mi fermo, presto vi aggiornerò sul secondo quadrante, quello ovest perché anche questo riserva delle curiosità.”””
(Fonte Arch. Fabio Garnero – Solaria Opere)