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Tarantella Calabrese

Attività Danze > Sud Italia

Tarantella Calabrese

danza effettuata nei contesti tradizionali rispettando la ‘’rota’’, schema di ballo in cui i ballerini si dispongono in cerchio per danzare in coppia guidati da un capoballo ("u mastru’i ballu") che organizza e gestisce l’ingresso delle coppie al centro della "rota"

Si balla in coppia uomo-donna, uomo-uomo e più raramente donna-donna. Il maestro di ballo decide chi dei componenti della rota deve ballare e gestisce i turni, mentre i suonatori fanno parte della rota e seguono l'andamento del ballo con il ritmo. La rota è sempre una sola e non si può ballare al di fuori di essa.

Il capoballo è di solito una persona rispettata del paese che ne conosce le dinamiche, saprà quindi far ballare in coppia persone che anche durante le attività quotidiane sono amiche, evitando le persone che fra di loro hanno dissapori. Egli entra nel cerchio,saluta i suonatori e accenna i primi passi della danza, quindi chiama a danzare una persona, e l'abbina ad un'altra di sesso opposto. Dopo qualche giro di danza il primo entrato viene invitato ad abbandonare la danza ("Fora u primu!" o "Grazie signora") e viene sostituito da un nuovo ballerino/a. In questo modo ciascuno ha la possibilità di ballare con due persone diverse per ogni "giro". È "buona creanza" che l'uomo entrando nella rota saluti con un gesto discreto i suonatori e la donna con cui si accinge a ballare. Se quest'ultima è sposata o fidanzata verrà fatto un gesto di "richiesta del permesso" anche al marito/fidanzato.
La danza si esegue con passi "puntati" che seguono il ritmo terzinato del tamburello, che si possono fare anche sul posto, ma generalmente vi è un giro, un ruotare antiorario dei ballerini all'interno della rota.


Le braccia assumono diverse posizioni a seconda che si tratti di uomo o donna: l'uomo tenderà a sollevarle e muoverle di più, fino -nella danza uomo-uomo- ad assumere l'atteggiamento di una sfida-lotta al coltello, mentre la donna generalmente non le solleva mai oltre la spalla muovendole leggermente, o le tiene poggiate sui fianchi.

E’ un ballo tipico delle feste di paese e religiose e ha un forte valore di aggregazione sociale per la comunità.Ne esistono molti stili, diversi a seconda del paese della Calabria; noi studieremo lo stile della Viddhaneddha Reggina, danzata nei paesi dell’Aspromonte.
La musica (Sonu a ballu) viene eseguita con pochi strumenti, generalmente uno strumento armonico/melodico ed uno ritmico. Ad esempio il binomio classico è costituito da quello zampogna-tamburello, ma esistono varianti che prevedono l'uso di altri strumenti quali organetto a due bassi, pipìta (o ciaramella simile all’oboe), ciarameddha, fisarmonica, chitarra battente e, in alcune zone, Lira calabrese e dal canto.
Nel corso degli incontri, se desiderato, si potrà riprendere la pizzica salentina danzandola in ronda.



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