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Restauro della tela di Tolosano - Valle Maira - Marmora.

Sono trascorsi quasi due anni dalla segnalazione fattaci pervenire da parte dell'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Saluzzo, e, grazie alla sensibilità e generosità di molti, siamo riusciti ad avviare il restauro della tela della Cappella di San Giorgio di Tolosano, frazione di Marmora, che, da sabato 3 settembre 2011, attesta la devozione dei valligiani valmairesi alla mostra celebrativa dei 500 anni dalla fondazione della Diocesi di Saluzzo, nell'Antico Palazzo Vescovile appena restaurato.
Nell'autunno del 2009 il dipinto a olio su tela, di ottima qualità pittorica E raffigurante la Madonna con il Bambino, San Giorgio e Martire della Legione Tebea, databile alla seconda metà del XVII secolo, venne trasferito da Tolosano al Museo di Arte Sacra di Acceglio per ragioni di tutela, visto l'isolamento che la frazione vive nel periodo invernale e in previsione dei lavori di risanamento e restauro che avrebbero interessato l'edificio stesso.
L'opera è stata rimossa dall'umida parete retrostante l'altare maggiore, misurata, fotografata e messa in sicurezza prima della movimentazione, al fine di arginare le precarie condizioni di adesione, i distacchi e i sollevamenti di preparazione e colore.
Oggi sappiamo che per la realizzazione del dipinto venne utilizzata una tela di reimpiego, recante una semplice decorazione ben visibile sul retro, montata su un telaio piuttosto esile e deformato, ora sostituito con un nuovo telaio in lamellare di abete ad espansione.
Trascorso un breve periodo al sicuro nel sano ambiente del Museo di Acceglio e trovate le risorse economiche grazie alla fattiva operatività dell'Associazione "Escarton", il dipinto è stato trasferito nel mese di aprile 2011 presso il laboratorio "Restauro e Conservazione Opere di Pittura" di Cesare Pagliero in Savigliano per essere sottoposto all'intervento di restauro progettato e autorizzato dalla competente Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici del Piemonte, sotto l'alta sorveglianza della funzionaria di zona Valeria Moratti.
Le operazioni di maggior rilievo di tale intervento sono state il consolidamento del tessuto di supporto e la riadesione degli strati pittorici infragiliti su di esso, la pulitura del film pittorico, la stuccatura e l'integrazione pittorica delle lacune.
La pulitura - consistita nella rimozione di strati di sporco e vernici aggiunte nei secoli con l'intento di ravvivare il depauperamento della policromia - si è rivelata di particolare complessità a causa della discontinua compenetrazione di tali materiali, sotto forma di innumerevoli macchie nello strato superficiale della pittura, che manifestava un'evidente carenza di legante della tecnica ad olio.
La pulitura ha confermato l'elevata qualità pittorica che si percepiva già prima di avviare il graduale assottigliamento delle sostanze alterate ed estranee, rivelando una interessantissima sorpresa, quale l'iscrizione "A. CLARETUS FECIT" sulla pietra su cui è inginocchiato SAN Giorgio, ritenuta essere la firma del pittore Alessandro Claret, figlio del più noto Jean Claret (1599-1679), artista fiammingo che si accasò a Savigliano intorno al 1620 ed ebbe fecondi scambi con il pittore Giovanni Antonio Molineri, tra i massimi interpreti, in Piemonte, del realismo di matrice Caravagesca. In tale contesto è opportuno non dimenticare l'attività di Jean per la Val Maira, ed in particolare proprio per la Confraternita di Marmora, ad attestare la solida consuetudine dei committenti della località di rivolgersi alla celebre bottega dei Claret.
Questa scoperta costituisce un tassello molto importante per l'approfondimento dello studio del percorso artistico del pittore, di cui si hanno poche notizie e rarissime testimonianze certe della sua attività.



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